L'ex portiere Massimiliano Benassi, attuale preparatore dei portieri nell'Under 15 della Fiorentina, è intervenuto a S.S.Lazio Agenzia Ufficiale.

Debutto perfetto dell'Italia all'Europeo: qual è la cosa che ti colpisce di più della nazionale di Mancini?
"Vedo ragazzi con tanta voglia di far bene. Sembra quasi una squadra di club: bravo Mancini a rendere possibile questo, non era semplice. Gli Azzurri non saranno i favoriti assoluti del torneo perché ci sono tante altre nazionali forti, su tutte le Francia, ma danno l'idea di essere molto compatti. Abbiamo poi tanti calciatori importanti e di qualità, per questo sono fiducioso soprattutto per quello che stiamo costruendo in vista del futuro".

Ti aspettavi che il tridente Berardi-Immobile-Insigne potesse amalgamarsi così bene?
"Credo che sia stata una sorpresa perché sono simili ma non uguali tra loro. Contro la Turchia sono stati perfetti, hanno entusiasmo e se riescono a continuare a fare così bene sarà tutto di guadagnato e potremmo davvero divertirci".

Capitolo Serie A, tanti cambi in panchina: una ventata di novità può portare vantaggi rispetto ad una continuità tecnica?
"Io credo molto nella continuità e programmazione tecnica. L'Atalanta, ad esempio, poggia sul lavoro di Gasperini, che ha trovato la giusta quadra anche con l'ambiente, quando sai cosa vuole la società è più facile. Anche per questo ero convinto che Inzaghi rimanesse alla Lazio, ma i biancocelesti hanno comunque trovato un altro grande allenatore come Sarri, seppur con un'identità tattica diversa da Simone. Vedo poi molto bene Gattuso alla Fiorentina perché a Firenze serviva un nome così importante. Sarà sicuramente un campionato affascinante, dopo un periodo difficile fatto di stadi vuoti: rivedere ieri i tifosi sugli spalti è stata una grande emozione".

Hai affrontano tre volte la Lazio in carriera: c'è un episodio in particolare che ti è rimasto impresso?
"Ricordo bene quei tre precedenti, venni anche espulso in un'occasione. Il più bello fu l'1-1 dell'aprile 2012, quando feci una grande parata su Candreva dopo pochi minuti e noi pareggiammo nel finale. Molti pensarono ad un suo errore, invece fui bravo io a deviare la palla di quel tanto per non farla entrare. Fu una grande emozione, visto che non era facile portare a casa punti contro una squadra forte come quella biancoceleste".

Ora sei il preparatore dei portieri nell'Under 15 della Fiorentina: quanto è stimolante lavorare con i giovani?
"Per me è un grande piacere, mi trovo molto bene in questo ruolo. Già nel finale di carriera ero diventato l'allenatore di me stesso. Cerco di trasmettere ai ragazzi quelle motivazioni che mi hanno portato fino in Serie A, faccio di tutto per fargli raggiungere il sogno di arrivare in alto. Ora è più difficile ma ho la fortuna di avere giovani vogliosi di imparare, che fanno crescere anche me. Sanno che possono contare su di me tutti i giorni. Le distrazioni, rispetto ai miei tempi, sono ancora di più ma parliamo di ragazzi predisposti al sacrificio, quindi serve un equilibrio sottile per gestire ogni tipo di situazione. Anche per questo è un lavoro stimolante".